Le Antenne Cellulari in Condominio

Il problema dell'installazione sulle terrazze condominiali delle antenne cellulari è sempre più discusso, perché da un lato la richiesta di spazi comuni per l'installazione di telefonia cellulare e' sempre più vasta, ed i canoni pagati (talvolta superiori ai venti milioni di lire annue) allettano un numero sempre crescente di proprietari che in questo modo vedrebbero risolte le spesso croniche carenze di fondi nelle casse dei condominii; mentre dall'altro c'è una diffidenza da parte di molti condomini all'installazione di queste antenne in quanto molti credono che possano essere dannose.

Dal punto di vista condominiale, il problema và visto in sede di legittimità di delibera che concede in locazione un bene comune (ad esempio, la terrazza di copertura dello stabile) all'azienda di telefonia mobile. Come verrà utilizzata la terrazza non è connesso alla problematica condominiale, ma privata, in quanto i singoli condomini potrebbero ricorrere a vie legali per un danno temuto una volta che la delibera sia stata regolarmente effettuata. Questa delibera và approvata con la maggioranza dei due terzi dei partecipanti al condominio.

Se invece la terrazza e' privata, non si tratta di un bene comune, e quindi l'utilizzo del detto - sempre che il regolamento di condominio non disponga in maniera diversa - non compete all'assemblea dei condomini.

In questo settore ci sono ancora pochissimi precedenti: uno è quello del Tribunale di Piacenza, che in un caso simile ha cosi' risolto il problema: (sentenza del 13/2/1998, n. 51): ''L'installazione di un ripetitore per telefonia cellulare su di un lastrico solare situato in un edificio condominiale non costituisce violazione dell'art. 1122 c.c. in quanto: a) non sussiste alcun riscontro scientifico della pericolosità di tale impianto per la salute dei condomini; b) la concessionaria del servizio di telefonia presenti all'autorità competente un progetto che attesti come l'impianto suddetto non arrechi danni alla statica dell'edificio''

Ci sono anche dei provvedimenti contrari: e' di pochi giorni fa (settembre 2000) la notizia che Giuseppe D'Urso Somma, sindaco di Mascalucia (Catania), ha negato l'autorizzazione per l'installazione di una stazione ripetitrice per cellulari, motivandola come un atto al fine di salvaguardare la salute pubblica.

Ma quali sono le posizioni ufficiali? Ve le riporto da un articolo da me scritto sul Giornale Di Sicilia.

Giuseppe Messina, segretario regionale di Legambiente, e' dalla parte dei NO alle antenne: Il problema e' generale, ma i ripetitori cellulari ne sono il picco: Non siamo assolutamente convinti che un sistema diffuso di ripetitori di antenne cellulari non possa non essere dannoso per la salute pubblica, anche dal punto di vista psicosomatico, ovvero della paura che comunque questa situazione genera. In Sicilia l'Assessorato Territorio ed Ambiente nell'Aprile del 2000 ha dettato le linee guida applicative del regolamento recante norme per la determinazione dei tetti di radio frequenza compatibili con la salute umana. Legambiente è sempre intervenuta - interessando gli organi di controllo e tutela (ASL, e ripartizioni comunali competenti, etc) - su segnalazioni dei cittadini per il rispetto della vigente normativa e garantire il rispetto della salute e delle vigenti normative urbanistiche soprattutto perché le installazioni non siano realizzate vicino scuole, abitazioni ed ospedali. .

A favore delle antenne e' Mariella Palermo, responsabile comunicazione istituzionale area Sud di Omnitel, che ci parla di un interessante sistema di monitoraggio delle radiazioni che vede Catania come città pilota in Europa: Il Progetto Cassiopea e' una risposta chiara, affidabile e trasparente alle domande che il cittadino si pone sui valori dei campi elettromagnetici nella aree urbane e della loro conformita' con i livelli previsti dalla normativa nazionale, gia' estremamente restrittiva e rispettosa della salute dei cittadini. Per fare un esempio negli Stati Uniti la soglia di tolleranza dei campi elettromagnetici che viene considerata innocua per gli essere umani, e' di 48 volt metro; la Comunita' Europea ha portato la tolleranza alle emissioni a 42 V/m; l'Italia ha dimezzato i limiti previsti dalla U.E. portandoli a 20 V/m con l'obbligo di emissioni pari a non oltre 6 V/m in casi particolari , quali quelli di antenne poste nelle vicinanze di immobili che vedano una permanenza continuativa superiore alle 4 ore. Con il Progetto Cassiopea, Omnitel in collaborazione con il Comune di Catania ha voluto fare di piu' e di meglio: le quindici centraline dislocate nei punti di maggiore attenzione della citta di Catania, ovvero presso scuole, ospedali, giardini pubblici, misurano costantemente i livelli di emissioni presenti in quella data area e li trasmettono in tempo reale al data base del Comune che provvede a divulgarli ai cittadini tramite il sito internet ed altri media. E' Importante sottolineare che il sistema e' stato donato da Omnitel al Comune ed i soli operatori comunali ne hanno le chiavi di accesso. Ogni cittadino dunque, puo' collegarsi con il sito del Comune per sapere i livelli di campo elettromagnetico presenti in una delle aree cittadine controllate dalle centraline , oppure puo' telefonare alla Direzione Tutela Ambiente dell' Amministrazione comunale per avere i dati richiesti

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